Acli Bologna, Diaco: «La politica bolognese dialoghi di più con le Associazioni e i cittadini»

«La politica bolognese esca dalle logiche di partito per aprirsi maggiormente ai cittadini e al dialogo con il Terzo Settore». Questo l’invito lanciato dal presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco. «Anche alla luce dei recenti avvenimenti (mi riferisco sia all’episodio di Labàs, sia alle diatribe interne ai partiti locali) è chiaro che non è più tempo di proclami, ma è ora di sporcarsi le mani» ha affermato Diaco. «Occorre “metterci la faccia”, che significa, prima di tutto, avere il coraggio delle proprie scelte e delle proprie azioni» prosegue il presidente. «Ci aspettiamo» continua «che l’amministrazione interpelli anche noi, che non facciamo valere le nostre istanze con prepotenza, per meglio comprendere quali sono le vere emergenze della Città metropolitana e come possiamo essere di reciproco supporto nel superarle». «Mi riferisco» incalza «alla solitudine degli anziani e dei loro caregivers, visti anche i dati recenti che vedono i nuclei unipersonali superare le famiglie sotto le due torri, dove l’incremento della natalità non è sufficientemente favorito dal punto di vista fiscale e dei servizi. Ancora, penso ai giovani e alle loro difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, ai piccoli imprenditori, alla necessità di favorire esperienze, sia in cento storico, sia nelle periferie, che, in collaborazione con le Associazioni e i cittadini stessi, siano la chiave per superare le situazioni di degrado urbano e sociale». «Siamo disponibili» conclude Diaco «a mettere la nostra conoscenza del territorio e delle necessità dei cittadini al servizio delle Istituzioni, al fine di trovare soluzioni condivise per il superamento delle difficoltà in cui versa la Città».

Le Acli di Bologna in ricordo della tragedia di Marcinelle

C.s. Acli provinciali di Bologna. Il ricordo della tragedia di Marcinelle 61 anni dopo.

Le Acli provinciali di Bologna ricordano a distanza di 61 anni i 262 minatori di dodici diverse nazionalità che persero la vita l’8 agosto 1956 a Marcinelle. Di essi 136 erano Italiani, molti tra loro appena maggiorenni. Esso rappresenta uno dei momenti più bui della storia dell’emigrazione italiana in Belgio: oggi a Marcinelle sono attive le Acli del Belgio, per mantenere fede a quella che è la vocazione storica ed orinaria delle Acli. L’8 agosto, a memoria di questa strage, ricorre la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”: «Ricordare eventi come questi è necessario, affinché le nuove generazioni siano consapevoli dei sacrifici, oggi inimmaginabili, compiuti dai lavoratori italiani nel mondo, in un passato per nulla remoto, alla ricerca di un futuro migliore, per loro e le loro famiglie» ha affermato il Presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco. «Inevitabilmente, siamo portati a fare paragoni con la contemporaneità» prosegue Diaco: «oggi tanti immigrati giungono in Italia lasciando gli affetti e la propria terra per cercare di migliorare le condizioni di vita, lontani da casa, dovendo integrarsi in un nuovo contesto, imparare una nuova lingua e confrontarsi con nuove realtà, così come fecero i nostri minatori in Belgio». «Tracce di un passato così lontano, eppure così vicino, devono indurci a riflettere su tanti temi che toccano anche noi, dalla sicurezza sui luoghi di lavoro, allo sfruttamento della manodopera a basso costo, alla condizione dei migranti, a quella dei giovani Italiani di oggi, costretti dalla disoccupazione e dalla precarietà del lavoro a espatriare, con la speranza di una vita migliore: il ricordo di una simile tragedia sia l’occasione di imparare dal passato» ha concluso il Presidente Diaco.

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Chiusure estive 2017

Gli uffici dell’Associazione e del Patronato Acli saranno chiusi dal 7 al 20 agosto compresi. Riapriranno lunedì 21 agosto 2017.

Gli uffici del Caf Acli, invece, chiuderanno da sabato 5 agosto (essendo normalmente aperti al pubblico anche il sabato). Anch’essi riapriranno lunedì 21 agosto 2017.

 

 

Cordoglio scomparsa Luigi Pedrazzi

Addio a Luigi Pedrazzi: fra i fondatori del Mulino, vicesindaco di Vitali , collaboratore de “L’Apricittà”.

QUELLA VOLTA CHE DOSSETTI DISSE: “SCEGLIEREI IL PEDRAZZINO”

Affabile, disponibile con tutti, mai banale e mai saccente. Un vero cultore del dialogo e del confronto.   A Gigi Pedrazzi era impossibile non volergli bene. E’ stato un professore, un intellettuale,  un giornalista, un saggista, un politico colto, un cattolico affascinato dalla personalità e dall’esperienza politica ed ecclesiale di  Giuseppe Dossetti. Impegnato, soprattutto negli ultimi anni, a far comprendere  il significato ‘epocale’ del Concilio Vaticano II attraverso mail, incontri, libri.  E soprattutto è stato sempre un uomo libero che rispondeva   alla propria coscienza e mai alle proprie convenienze. Anche per questo è stato anche un educatore straordinario per tanti giovani. Nato a Bologna, nel 1927 ( avrebbe compiuto 90 anni a settembre) Pedrazzi   è stato fra i fondatori del Mulino. Cioè uno dei giovani, con Fabio Luca Cavazza, Federico Mancini, Nicola Matteucci, Antonio Santucci, che nel 1951 costituirono il primo nucleo di quella che oggi è una delle più autorevoli realtà culturali italiane. A 29 anni,  Dossetti lo volle in consiglio comunale a Bologna. Famosa la frase “Sceglierei il Pedrazzino”.  Esponente del “fronte del no” al referendum sul divorzio, a metà degli anni Settanta fondò, con Ermanno Gorrieri, il quotidiano bolognese “Il Foglio”, un’esperienza troppo anticipatrice e mal vista sia dal Partito Comunista che dalla Democrazia Cristiana. Finì che Pedrazzi  dovette vendere due appartamenti di proprietà della moglie. Grande animatore anche di piccole esperienze, come “Ginnasio” con il compianto Franco Pecci, aveva una gran fede nell’orizzonte di lungo periodo, nella riflessione, nel contributo alla collettività, nella politica. Romano Prodi lo chiamava “Ulivocultore bolognese” per aver sostenuto, fin dalla nascita, il progetto dell’Ulivo con intuizioni  originali. E così accettò anche l’invito di fare il vicesindaco di Bologna con Walter Vitali dal 1995 al 1999, incarnazione del motto: “  mai più Dozza contro Dossetti”.

LA FIRMA PIU’ AUTOREVOLE DE ‘L’APRICITTA’

Ed è al termine di quell’esperienza che la sua strada si intrecciò con quella delle Acli, con le quali aveva sempre mantenuto un rapporto cordiale e colloquiale, partecipando a varie iniziative. Come un ragazzino, partecipava alle riunioni di redazione, portando il suo contributo nella lettura dei tempi. Per cinque anni , le sue analisi sono apparse sulle colonne dell’ “Apricittà.  Dalla vittoria di Guazzaloca a Bologna, alla riflessione sulle reciproche debolezze di Pds e Popolari,  fino alla nascita di Democrazia e Libertà ed al compito dei cristiani nel centrosinistra. Dalle sfide per la Chiesa dopo l’11 Settembre, all’auspicio di un nuovo ordine mondiale fondato su rispetto e solidarietà. Significativamente nel suo ultimo articolo apparso su “L’Apricittà” del febbraio 2004,  Pedrazzi, riprendendo il messaggio sulla pace di Giovanni Paolo II,  difende il ruolo dell’Onu e si appella “agli uomini tentati di ricorrere all’inaccettabile strumento del terrorismo” e auspica per Bologna  un ruolo di promozione di iniziative internazionali di solidarietà e di promozione di relazioni.  Fra profezia e utopia, Pedrazzi si  era fatto interprete di parole che avrebbe potuto dire e scrivere il suo maestro, Giuseppe Dossetti.  Quasi un lascito testamentario per tutti coloro che hanno goduto del dono prezioso della sua intelligenza e generosità.  L’attualità delle sue indicazioni ci responsabilizza come uomini e donne delle Acli cui sta a cuore il bene comune e la dignità di tutti gli uomini.

Giorgio Tonelli

Lunedì 19 giugno 2017 parliamo di educazione, scuola e famiglia

Abbiamo raccolto alcune sollecitazoni che ci sono venute dai partecipanti al convegno sulla famiglia, ad approfondire le tematiche educative sollevate dal documento presentato in quell’occasione. Per questo, a un mese di distanza, il 19 giugno alle 18 parliamo dei rapporti fra scuola e famiglia con la Vice sindaco Marilena Pillati, il già provveditore agli studi Paolo Marcheselli, l’incaricata diocesana per la scuola Silvia Cocchi.

19 giugno 2017 scuola

Famiglia: la grande bellezza. 19 maggio 2017 ore 18

«Sussidiarietà è, come di consueto, la parola chiave del pensiero delle Acli di Bologna, anche in termini di politiche di welfare per la famiglia». Così il Presidente Provinciale Filippo Diaco, a presentazione del convegno che si terrà il 19 maggio p.v. alle ore 18 a Palazzo Malvezzi. «Molte le voci che si confronteranno sul tema: dal Ministro Costa, che ha la delega alla famiglia, all’Arcivescovo Zuppi, agli amministratori locali, al Presidente del Forum delle Associazioni familiari. L’intento è quello di affrontare il nodo cruciale delle politiche per la famiglia, ognuno dal proprio punto di vista». Politiche “per” la famiglia, che devono essere condivise anche “con” la famiglia. «Il terzo Settore, in particolare, è chiamato a sollecitare le Istituzioni affinché accolgano le proposte, maturate in anni di esperienza sul campo, nella tutela e nella promozione della famiglia» prosegue Diaco. «Il titolo è di per sé significativo della volontà di trasmettere un messaggio positivo e non politico» afferma il Presidente. «La famiglia è troppo spesso presentata con connotati negativi, una sorta di “gabbia” in cui si consumano violenze e si sfogano frustrazioni, oppure come una extrema ratio di erogazione di servizi di welfare per i membri più fragili. Noi vogliamo dire che, invece, la famiglia è una “grande bellezza”. Essa è il nucleo fondamentale della società civile, da cui tutto prende vita e si sviluppa» conclude Diaco. L’appuntamento è quindi per venerdì 19 maggio alle 18 nella Sala Zodiaco di Palazzo Malvezzi. Ingresso libero. Per informazioni: Acli provinciali di Bologna tel 0510987719.

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