Acli Bologna, Diaco: «La politica bolognese dialoghi di più con le Associazioni e i cittadini»

«La politica bolognese esca dalle logiche di partito per aprirsi maggiormente ai cittadini e al dialogo con il Terzo Settore». Questo l’invito lanciato dal presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco. «Anche alla luce dei recenti avvenimenti (mi riferisco sia all’episodio di Labàs, sia alle diatribe interne ai partiti locali) è chiaro che non è più tempo di proclami, ma è ora di sporcarsi le mani» ha affermato Diaco. «Occorre “metterci la faccia”, che significa, prima di tutto, avere il coraggio delle proprie scelte e delle proprie azioni» prosegue il presidente. «Ci aspettiamo» continua «che l’amministrazione interpelli anche noi, che non facciamo valere le nostre istanze con prepotenza, per meglio comprendere quali sono le vere emergenze della Città metropolitana e come possiamo essere di reciproco supporto nel superarle». «Mi riferisco» incalza «alla solitudine degli anziani e dei loro caregivers, visti anche i dati recenti che vedono i nuclei unipersonali superare le famiglie sotto le due torri, dove l’incremento della natalità non è sufficientemente favorito dal punto di vista fiscale e dei servizi. Ancora, penso ai giovani e alle loro difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro, ai piccoli imprenditori, alla necessità di favorire esperienze, sia in cento storico, sia nelle periferie, che, in collaborazione con le Associazioni e i cittadini stessi, siano la chiave per superare le situazioni di degrado urbano e sociale». «Siamo disponibili» conclude Diaco «a mettere la nostra conoscenza del territorio e delle necessità dei cittadini al servizio delle Istituzioni, al fine di trovare soluzioni condivise per il superamento delle difficoltà in cui versa la Città».