Conferenza stampa progetto “Uno sport per tutti”

Invito

Conferenza stampa Unione Sportiva Acli di Bologna

In diretta Facebook dalla Pagina delle Acli provinciali di Bologna

https://www.facebook.com/acli.bologna/

Venerdì 24 aprile alle ore 16

 

Presentazione del progetto “Uno sport per tutti”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del DGR 689/2019.

 

L’UsAcli sostiene il valore sociale dello sport come veicolo di integrazione, di solidarietà, di educazione condivisa, di benessere psicofisico. Il Progetto “Uno sport per tutti” prevede l’erogazione di alcune “borse sport”, che permettano di praticare un’attività sportiva anche ai bambini e ragazzi di famiglie meno abbienti. A seguito dell’emergenza sanitaria, che ha portato alla cessazione di ogni attività sportiva organizzata, i bambini inseriti nelle diverse società sportive partner tramite le “borse sport” si sono trovati spiazzati. L’UsAcli ha trovato il modo di proseguirlo, anche in modalità online.

 

Ne parliamo con:

Filippo Diaco, membro di Presidenza dell’Unione Sportiva Acli nazionale

Cinzia Migani, Direttora del Centro Servizi per il Volontariato di Bologna

Ernesto Russo, Avvocato ed Assessore allo Sport del Comune di Zola Predosa

Luca Fava, Avvocato ed allenatore dell’ASD Reno Rugby di Bologna

Sostegno alle famiglie con i voucher sportivi

Bologna, 17/04/2020

C.s. UsAcli Bologna. Sostegno alle famiglie, ripartire dallo sport

“In queste settimane (e in quelle che verranno) le famiglie sono state il vero welfare d’emergenza. Adesso è tempo di fare qualcosa per loro e per i bambini“. Queste le parole di Filippo Diaco, membro di Presidenza dell’Unione Sportiva Acli nazionale e di Bologna, che da tempo ha avviato il progetto delle “borse sport”, per permettere alle famiglie meno abbienti di far praticare attività sportiva ai figli. “Sull’onda dell’esperienza molto positiva delle “borse sport“, abbiamo apprezzato il proposito della Regione e dell’Assessore Lepore di offrire voucher sportivi (estivi o da settembre, questo si vedrà) per le famiglie”. Un’idea che l’Unione Sportiva Acli di Bologna sostiene da tempo, anche prima dell’emergenza sanitaria. Quello che è certo, secondo Diaco, è che “non bisogna forzare i tempi della riapertura delle scuole o della ripresa delle attività, ma occorre dare alle famiglie certezze sul futuro. Prima di pensare al ‘quando’, è necessario pensare al ‘come’. Bisogna farlo soprattutto per quei bambini che non vivono situazioni ottimali in famiglia e che non hanno accesso alla didattica online” prosegue Diaco. “Penso soprattutto ai bambini stranieri appena inseriti a scuola, i cui genitori non parlano italiano, o a quelli che vivono in contesti di deprivazione sociale ed economica. Ma anche ai bambini con disabilità e bisogni speciali: queste famiglie non possono essere lasciate sole, a oltranza”. Lo sport è un veicolo potente, in termini di benessere e socialità: “penso sia più semplice far tornare i bambini a fare sport, che a scuola: auspico per l’estate soluzioni che permettano di mantenere le distanze di sicurezza, ad esempio all’aperto, usando parchi pubblici o impianti sportivi” continua Diaco. “In questi mesi i bambini sono stati costretti a non fare movimento, se non domestico. L’UsAcli ha proposto alcuni video per mantenere l’allenamento, ma, ovviamente, non è sufficiente. L’attività sportiva è fatta anche di socialità e di educazione: alla salute, al fair play, al rispetto, al gioco di squadra. Non basta il movimento in sé. Ecco perché L’Unione Sportiva Acli ha deciso di intensificare i contatti con i Quartieri e le altre Associazioni del territorio, al fine di intercettare più beneficiari possibile delle “borse sport”, cominciando a monitorare già adesso la situazione familiare, per poi proseguire, appena possibile, con l’avvio dell’attività sportiva vera e propria” conclude Diaco.

Diseguaglianze digitali e Covid-19

Bologna, 03/04/2020

C.s. Acli provinciali di Bologna. Il Presidente Diaco: «il digitale può acuire le diseguaglianze: sia etico».

«Prima dell’emergenza abbiamo sempre pensato che il digitale potesse aiutare ad appianare le diseguaglianze. Ora ci siamo accorti che potrebbe essere il contrario». Questa la riflessione del Presidente delle Acli, Filippo Diaco, alla luce delle numerose richieste che giungono all’Associazione in questi giorni di emergenza sanitaria. «Oggi siamo giustamente chiamati a svolgere le pratiche da remoto. Tutte le richieste di benefici di welfare, dai buoni spesa al contributo per i liberi professionisti, si fanno online. Ma non tutti hanno gli strumenti e le competenze per poter agire in autonomia» osserva Diaco.

La riflessione si fa più ampia: «abbiamo avuto anche notizia di classi che si sono auto tassate per poter fornire i tablet o la connessione internet ai bambini che non potevano permetterselo: internet dovrebbe ormai essere considerato un servizio essenziale per tutti». Questo conferma che esiste ancora la necessità di un intermediario tra cittadino e Pubblica Amministrazione: «diciamo spesso di essere nell’epoca della disintermediazione, a partire dalla politica, per finire proprio con i servizi digitali. Ma questa emergenza ci ha evidenziato che, nel welfare, non è così. Il Patronato sta svolgendo un ruolo fondamentale nel guidare ed aiutare i cittadini nell’ottenimento dei propri diritti sociali».

La disintermediazione digitale, infatti, può favorire le diseguaglianze: «se ne sono accorti anche alcuni social network», prosegue Diaco. Infatti, LinkedIn ha appena pubblicato un paper «in cui si denuncia il fatto che gli algoritmi usati dai social tendono a confermare i pregiudizi, ad esempio verso le donne e i cittadini immigrati, e a manipolare il pensiero degli utenti in questo senso».

Non solo: «in questi giorni, con lo scopo di offrire funzionalità aggiuntive, tante App si sono aggiornate. Molto positivo, se non fosse che questa evoluzione digitale penalizza chi non ha supporti tecnologici adeguati e, quindi, viene lasciato indietro». Soluzioni? «Prima di tutto le Acli ritengono che anche le imprese digitali dovrebbero essere sottoposte a certificazioni etiche, come avviene per quelle offline, analizzando gli algoritmi e verificando che i propri servizi non escludano coloro che sono già deboli dal punto di vista tecnologico». Abbiamo assistito, ad esempio, a conferenze stampa del Presidente del Consiglio via Facebook: «di fatto il canale è stato equiparato ad un servizio pubblico, come la Rai». In questo si inserisce il ruolo di un’Associazione come le Acli: «siamo ora chiamati ad esercitare il nostro ruolo di “corpo intermedio” anche nei confronti di queste nuove funzioni digitali, per appianare le diseguaglianze tra i fruitori.

Inoltre, dobbiamo lavorare non solo perché, nell’immediato, tutti possano far valere i propri diritti sociali, ma anche per sostenere i cittadini più fragili nel loro percorso di alfabetizzazione digitale, attraverso sportelli che abbiamo gestito in passato in modalità offline, ma che ora occorre assolutamente ripristinare in modalità diverse». Per le Acli, insomma, «è evidente che la lotta alle diseguaglianze passa ora dall’educazione digitale».

Acli provinciali di Bologna, Ufficio stampa

Tel. 0510987719

Spazio di ascolto bambini e genitori

C.s. Acli Bologna. Inaugura lo spazio di ascolto telefonico per bambini e genitori

 

Bologna, 06/04/2020

 

«In queste settimane abbiamo raccolto gli sfoghi di diversi genitori, preoccupati per l’isolamento sociale dei figli, ma anche esasperati dal tentativo di conciliare il loro lavoro da casa con la didattica a distanza, incapaci di organizzare il proprio tempo o di gestire i conflitti familiari che si vanno creando». Sono parole di Filippo Diaco, presidente provinciale delle Acli di Bologna, che dall’inizio dell’emergenza offrono un servizio di supporto psicologico al telefono per gli anziani. «Abbiamo pensato che fosse diventato necessario offrire un servizio telefonico di ascolto e supporto anche alle famiglie» spiega Diaco. Da mercoledì 8 aprile sarà possibile prenotare una prima consulenza telefonica, che sarà erogata gratuitamente dalla pedagogista Anna Giardi. «Ci siamo ritrovati all’improvviso tutto il giorno in casa con i nostri figli, in mezzo a smarrimento, paura e rabbia» spiega la professionista. «Questa permanenza forzata a casa può far emergere problemi e conflitti che prima non esistevano, o erano latenti e spesso diventa difficile individuare momenti piacevoli per stare insieme».

Giardi offre quindi alcuni consigli: «Prima di tutto è necessario fare un programma di giornata con una routine condivisa, che si adatti alle necessità di tutti, sempre modificabile in base alle esigenze del momento. Questo potrebbe portare a maggiore equilibrio, aiutando a dare un senso alla giornata. Possono essere sufficienti piccole regole per il vivere in comune. Impegnarsi in qualcosa per noi stessi e per gli altri che vivono con noi può essere fondante. In questo tempo si può apprendere partendo dall’essenziale, dal poco, dal piccolo. Facciamo varie cose insieme ai figli, valorizzandole, dando loro un senso. Sottolineiamo loro che esiste anche uno spazio individuale, personale, che a tratti serve per riposarsi e raccogliere le idee. E, poi, facciamo le cose loro. Per potere portare i figli verso quello che vogliamo, possiamo andare verso di loro, posare il nostro sguardo in quella direzione, piccoli gesti di cura e di vicinanza differente, ogni giorno. Imparare ad entrare nella loro prospettiva senza perderci di vista è una bella sfida, ma può rivelarsi un modo costruttivo per rafforzare una nuova alleanza condivisa nel gruppo famiglia. Siamo tutti corresponsabili del mantenimento del benessere della famiglia» dice la pedagogista.

Le famiglie che desiderano esporre le proprie difficoltà, ricevere consigli o avviare un vero e proprio percorso di consulenza pedagogica possono telefonare dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 al numero 0510987719, oppure scrivere una e-mail all’indirizzo acliprovincialibologna@gmail.com. Verranno ricontatati entro breve.

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